I grandi pittori belgi

Van-Eyck,Lam-Gods,Sint-Baafskathedraal (c) LukaswebVan-Eyck,Lam-Gods,Sint-Baafskathedraal © Lukasweb A ogni epoca della storia dell’arte corrisponde il nome di un artista belga. L’arte del tardo Medioevo è influenzata dall’apporto dei primitivi fiamminghi, in particolare Rogier Van der Weyden e Jan Van Eyck. Fra i capolavori di Jan Van Eyck ricordiamo il magnifico “Polittico dell’Agnello Mistico” (1426-1432, cattedrale di San Bavone a Gand), che colpisce per i colori luminosi, l’attenzione al dettaglio, la resa naturalistica e le geometrie. O ancora “La Madonna del canonico van der Paele” (1436, Museo Groeninge di Bruges), che propone uno dei temi ricorrenti della pittura fiamminga, ossia la rappresentazione religiosa inserita in un contesto domestico.

Il XVI secolo vede la presenza di due figure di spicco: Pieter Bruegel il Vecchio e Pieter Paul Rubens. Considerato il maestro del dettaglio, Pieter Bruegel il Vecchio eccelle nelle rappresentazioni paesaggistiche e popolari alle quali si sommano richiami simbolici e allegorici. Fra i numerosi capolavori ricordiamo la serie dei “Mesi”, di cui fa parte il delizioso “Paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli” (1565), l’animato e colorato dipinto “La caduta degli angeli ribelli” (1562), entrambi conservati al Museo di Belle Arti di Bruxelles, o ancora “Margherita la Pazza” (1561), conservato al Museo Layer van den Bergh di Anversa. Peter-Paul Rubens è invece uno dei maestri incontestati della storia dell’arte, il cui stile magniloquente, caratterizzato da forme rigogliose, vivacità di colori e pomposità ne fa uno dei fondatori del gusto barocco. Numerosi capolavori di Rubens sono conservati in Belgio, in particolare ad Anversa, nella Casa-Museo Rubens.

L’arte del XIX secolo ha uno dei suoi più interessanti esponenti in James Ensor. Rivisitando in chiave avanguardistica l’eredità di Brueghel e Bosch, Ensor trasfigura la realtà e si getta in una feroce critica della borghesia rappresentata da figure inquietanti come scheletri, maschere e demoni. La monumentale tela dell’“Entrata di Cristo a Bruxelles” (1888), riassume perfettamente lo spirito dell’opera di Ensor, così come i numerosi altri capolavori conservati presso di Casa-Museo di Ensor a Ostenda. Di uno stile più decadente è invece l’opera di Félicien Rops, particolarmente apprezzato da Baudelaire, Manet e altri influenti artisti dell’epoca come Gautier e Mallarmé.

Belgian Artists © Peter Paul Rubens, Self Portrait, Rubens house Antwerpen ABC / Antoon Van Dyck, Portait of a man, KMSKA @ Lukasweb / Pieter Bruegel, Dulle Griet @ Mayer van den Bergh / Ensor, De gendarmen (SM160) DK

Il XX secolo vede la presenza di altre due figure d’eccezione, Paul Delvaux e René Magritte. Paul Delvaux, particolarmente vicino alla pittura metafisica di De Chirico, crea nelle sue opere un’atmosfera onirica e ipnotica in cui predomina il nudo femminile. René Magritte è invece il principale esponente del surrealismo in Belgio. All’indomani della Prima Guerra Mondiale è la delusione nei confronti della realtà che spinge gli artisti a rifugiarsi in una dimensione altra, come il sogno, la fantasia, l’inconscio. A differenza di altri artisti surrealisti, e probabilmente influenzato dalla tradizione figurativa fiamminga, Magritte non si rifugia in dimensioni alternative, ma rappresenta la realtà di tutti i giorni perché è qui che, secondo l’artista, risiede l’assurdità dell’esistenza umana. Tuttavia, siccome la realtà è un inganno, così come la rappresentazione di essa (basti pensare al celebre dipinto della pipa intitolato “Il tradimento delle immagini”), le opere di Magritte mettono in scena una realtà assurda, perturbante, in cui uomini con la bombetta hanno grosse mele verdi al posto della faccia e i paesaggi notturni sono illuminati dal sole. Il Museo Magritte di Bruxelles, fondato nel 2009, raccoglie più grande collezione di opere dell’artista belga (più di 230 opere) e ha ospitato negli ultimi cinque anni più di 1,5 milioni di visitatori. Magritte è senza dubbio uno degli artisti più conosciuti al mondo e un’icona del Belgio. Ed è per questo che Brussels Airlines si è ispirata alla sua opera per la decorazione di uno dei suoi aerei A320. La nuova livrea rende omaggio non solo all’universo figurativo dell’artista riproducendo temi ricorrenti dei suoi quadri, come nuvole e uccelli, ma anche al suo pensiero, permettendo ai passeggeri dell’aereo di osservare la realtà da un altro punto di vista, almeno il tempo di un volo…

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Magritte Duane Michals, Magritte Tipping Hat, 1965, Gelatin silver print. RMFAB, Brussels, inv. 12229. © succession of Michals Duane / Duane Michals, Magritte Coming and Going, 1965, Gelatin silver print. RMFAB, Brussels, inv. 12228. © succession of Michals Duane / Duane Michals, Triple Exposure of Magritte with Two Profiles, 1965, Gelatin silver print. RMFAB, Brussels, inv. 12231. © succession of Michals Duane


For the use of The Empire of Lights, 1954 : © Charly HERSCOVICI, with his kind authorization – c/o SABAM-ADAGP / For the concept of the buildingwrap: © GDF SUEZFor the use of The Empire of Lights, 1954 : © Charly HERSCOVICI, with his kind authorization – c/o SABAM-ADAGP / For the concept of the buildingwrap: © GDF SUEZSulle tracce degli artisti belgi in Belgio:

  • Il Museo di Belle Arti di Tournai ospita un’importante collezione di opere dei primitivi fiamminghi. Capolavori di Jan Van Eyck possono essere ammirati a Gand (Cattedrale di San Bavone), Anversa (Museo di Belle Arti) e Bruges (Museo Groeninge).
  • Capolavori di Pieter Brueghel il Vecchio possono essere ammirati al Museo Reale di Belle Arti di Bruxelles, al Museo della città di Bruxelles e al Museo Mayer van den Bergh di Anversa.
  • Sempre ad Anversa è possibile visitare la Casa-Museo di Rubens, in cui il pittore visse e lavorò fino al 1640. Oltre allo splendido edificio e a numerose opere di Rubens, la collezione include lavori di altri famosi artisti quali Jacob Jordaens e Anthony Van Dyck.
  • Un’importante collezione delle opere di James Ensor è conservata nella sua Casa-Museo a Ostenda e al Museo di belle arti di Anversa, mentre a Namur è presente un intero Museo dedicato a Félicien Rops. Un museo intitolato a Paul Delvaux si trova invece a Koksijde, sulla costa meridionale del paese.
  • Per quanto riguarda Magritte, la più grande collezione di opere si trova presso il Museo Magritte di Bruxelles. Tuttavia è possibile visitare molti dei luoghi in cui visse il pittore, come la sua casa natale a Châtelet, vicino a Charleroi (Rue des Gravelles 95, 6200 Châtelet), dove il pittore imparò a dipingere e dove espose per la prima volta. La casa è situata vicino al fiume Sambre in cui si gettò la madre nel 1912, quando René aveva 14 anni. Dopo un periodo a Parigi, Magritte va ad abitare a Jette (Rue Esseghem 135), con sua moglie Georgette. La coppia visse in questa casa per 24 anni e qui è possibile ammirare opere dell’artista, ma anche molti oggetti personali. La casa fu il quartiere generale dei surrealisti belgi, i quali solevano ritrovarsi anche al caffé "La fleur à papier doré" (Rue des Alexiens 53). Il locale è ancora aperto e ospita ogni mese incontri di poesia. Nel 1954 Magritte si trasferì a Schaerbeek, rue des Mimosas 97, dove morì nel 1967.


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